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Il 18 Settembre delle Tenute Dettori è un vino sorprendente, profondo e anticonvenzionale, che nasce come un ode al tempo, alla memoria e alla trasformazione. È una cuvèe unica di uva Vermentino raccolta tardivamente, in una vendemmia speciale avvenuta appunto il 18 settembre di un annata che ha lasciato un segno profondo nella storia della famiglia Dettori. Non è un bianco tradizionale, nè un passito, nè un vino dolce da meditazione. È piuttosto un vino bianco vinificato come un rosso, con lunga macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea e nessun intervento tecnico o additivo: niente chiarifiche, filtrazioni, stabilizzazioni o solfiti. Una creatura libera, che sfugge a ogni categoria predefinita e si colloca in una zona liminale tra i generi, tra i colori, tra il passato e il presente.
Annata: /
Gradazione Alcolica: 13%
Maturazione e Produzione: Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, nessuna chiarifica, filtrazione o aggiunta di solfiti. L’affinamento avviene in vasche di cemento grezzo per mesi variabili, nel rispetto dei tempi del vino, senza fretta né schemi. Ogni bottiglia è diversa, viva, irripetibile, come un frammento di vendemmia fermato nel tempo. La filosofia di Dettori esclude ogni forma di manipolazione tecnica: il risultato è un vino naturale, radicale, vero fino all’estremo.
Caratteristiche Organolettiche
Colore: Alla vista, il 18 Settembre si presenta con un giallo ambrato intenso, quasi ramato, che lascia trasparire la sua lunga macerazione e la sua natura artigianale. È un vino che non ha paura di mostrarsi torbido o cangiante: è vivo, in continua evoluzione, un vino che respira.
Profumo: Al naso è profondamente evocativo, stratificato e spiazzante. Si apre con note di frutta secca, albicocca disidratata, miele amaro e fieno, per poi spingersi su sentori più terrosi e ossidativi: resina, incenso, caramello salato, erbe spontanee, scorza d arancia candita e sale marino. È un bouquet che racconta la maturità dell uva, la forza della terra e l intenzione di chi ha scelto di non addomesticare il processo, ma di accompagnarlo.
Gusto: Al palato, il vino è potente, materico, tridimensionale. Ha un corpo importante, tannini leggeri ma presenti – rari per un bianco – e una persistente vena sapida che bilancia la morbidezza del frutto maturo. La struttura richiama quella di un grande vino rosso, ma il profilo aromatico è quello di un bianco macerato che ha conosciuto il sole, il vento e l attesa. Si avvertono note ossidative, agrumi canditi, erbe officinali, liquirizia bianca e un finale lungo e salmastro. È un vino che richiede attenzione e che, più che accompagnare, interroga il palato. Il finale è persistente, salato, con una tensione balsamica e una leggera nota amaricante che invita alla riflessione. Non è un vino da sorso facile: chiede tempo, ma restituisce emozione.
Abbinamenti Gastronomici: Il 18 Settembre non è un vino da trattare con leggerezza. È ideale con piatti complessi, profondi, saporiti, che sappiano tenergli testa: perfetto con formaggi stagionati, piatti a base di bottarga, zuppe di legumi, funghi, piatti speziati, o anche con un foie gras leggermente caramellato. Sorprendente con la cucina mediorientale (hummus, tajine di verdure, cous cous alle spezie), si abbina bene anche a piatti asiatici fermentati, piatti vegetariani importanti come una parmigiana o un curry di zucca. È ottimo anche da solo, come vino da meditazione, oppure abbinato a letture lente e serate contemplative.
Desrtinazione D'Uso: Il 18 Settembre di Tenute Dettori è pensato per chi rifiuta il vino standardizzato, per chi vuole sentire la voce della terra e del tempo in ogni sorso. È perfetto per appassionati di vini naturali, collezionisti di emozioni liquide, ma anche per ristoratori che desiderano proporre un vino di forte identità, narrativo, capace di generare dialogo. Ottimo come regalo intimo o anticonvenzionale, da offrire a chi ama la verità anche nel calice. Più che una bottiglia, è una dichiarazione d’indipendenza.