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Il Chimbanta di Tenute Dettori è un vino che nasce fiero e diretto, come un colpo di vento sulla pelle in una giornata di sole sardo. Il suo nome, che in sardo significa cinquanta , è un omaggio a una precisa particella di vigna, ma anche ad un'idea di radicamento e memoria. Il Chimbanta è un vino rosso secco, essenziale e viscerale, che racconta la Romangia – territorio di Sennori e Sorso, nel nord-ovest della Sardegna – con autenticità e senza filtri. Prodotto esclusivamente con uve Monica di Sardegna, varietà autoctona spesso sottovalutata, il Chimbanta si presenta invece come una versione nobile, intensa e senza compromessi di questo vitigno. Le uve, coltivate secondo principi biodinamici e raccolte a piena maturazione, vengono vinificate in modo naturale: fermentazioni spontanee, affinamento in cemento, nessuna filtrazione nè solfiti aggiunti. È un vino che parla la lingua della terra, senza mediazioni.
Annata: 2021
Gradazione Alcolica: 14,5%
Maturazione e Produzione: Le uve, provenienti da vecchie vigne coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, sono raccolte manualmente e selezionate con estrema cura per garantire autenticità e maturazione ottimale. È un vino ottenuto esclusivamente da uve Monica, vinificato secondo metodi artigianali e senza l’aggiunta di prodotti enologici. La fermentazione spontanea avviene in vasche di cemento, grazie ai lieviti indigeni, a temperatura ambiente e senza controllo meccanico. La macerazione può protrarsi anche per diverse settimane, esaltando l’estrazione di colore, struttura e complessità aromatica. Il vino matura per almeno 24 mesi in vasche di cemento grezzo, senza uso di barrique o legno, per preservare la purezza espressiva del territorio e del vitigno. Dopo l’imbottigliamento, il Chimbanta affina ulteriormente in bottiglia, senza filtrazioni né chiarifiche, rimanendo un prodotto assolutamente naturale e sincero.
Caratteristiche Organolettiche
Colore: Nel calice, il Chimbanta si presenta con un rosso rubino profondo, con riflessi purpurei e un cuore scuro che rivela concentrazione e struttura. Non è perfettamente limpido, e questo fa parte della sua bellezza: è un vino vivo, che cambia nel bicchiere.
Profumo: Al naso è terroso, maturo, carnale, con una profonda nota di ciliegia nera, prugna secca, erbe spontanee, macchia mediterranea e un tocco di cuoio e spezie scure. Emergono poi sentori più sottili di grafite, liquirizia, polvere di cacao e resina, che rivelano il legame profondo con il suolo e con l'aria della Sardegna. Un naso complesso, che cresce nel tempo, e non si concede tutto subito.
Gusto: In bocca è deciso, asciutto, materico, con tannini presenti ma ben integrati, una freschezza viva e una trama salina che lo rende dinamico. La frutta rossa si intreccia a note di spezie scure, terra bagnata, radici e cenere di legna, con una progressione intensa ma mai sovrastante. Il vino è armonico, sincero, e conserva l eleganza ruvida della sua terra. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con un ritorno di erbe amare, sottobosco e frutta matura. La sapidità chiude il sorso in modo netto, lasciando un ricordo selvatico e profondo.
Abbinamenti Gastronomici: Il Chimbanta si esprime al meglio con la cucina contadina e saporita, ma sa sorprendere anche con piatti più raffinati. Si abbina perfettamente a carni rosse grigliate, arrosti di maiale o di agnello, formaggi stagionati, salumi artigianali e piatti in umido. È ideale anche con primi piatti ricchi, come una pasta al ragù di cinghiale, o con preparazioni tradizionali sarde, come la cordula, le interiora, o una zuppa gallurese. Perfetto anche con piatti vegetariani di carattere: melanzane alla brace, funghi porcini, lenticchie speziate, o una zuppa di ceci con rosmarino.
Destinazione D'Uso: È il vino ideale per chi cerca un’esperienza profonda e fuori dagli schemi, capace di emozionare e di trasmettere una visione radicale della viticoltura. Perfetto per momenti di riflessione e per chi ama vini vivi, senza compromessi, che si impongono per autenticità e carattere. Va servito a una temperatura di circa 16-18°C in calici ampi, che ne permettano l’evoluzione e l’ossigenazione. La decantazione è consigliata per favorire l’apertura del bouquet, inizialmente riservato ma capace di evolvere in un susseguirsi di note balsamiche, ferrose, di frutta scura e macchia mediterranea.