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Il Dithyrambus di Marco Carpineti è un vino che porta nel nome e nel calice un'anima antica e viscerale. Il termine dithyrambus richiama i canti in onore di Dioniso, dio del vino e dell'estasi, e questo rosso biologico e biodinamico ne incarna lo spirito più selvaggio e autentico. Prodotto nel territorio di Cori, nel Lazio, da uve di Nero Buono e di Montepulciano, vinificate in anfora, è una delle espressioni più intime e radicali della filosofia naturale della cantina Carpineti. Il Dithyrambus nasce per celebrare la potenza del frutto, la vitalità del suolo e il rispetto del tempo. È un rosso che racconta l'origine, il rito, la libertà.
Annata: 2019
Gradazione Alcolica: 15%
Maturazione e Produzione: Le uve provengono da agricoltura biologica certificata e vengono raccolte manualmente, con un’attenta selezione in vigna per garantire sanità e maturazione ottimale. Il vino è prodotto da uve Nero Buono in purezza, un antico vitigno autoctono riscoperto e valorizzato dalla famiglia Carpineti. Dopo la pigiatura, la fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni in acciaio inox a temperatura controllata. La macerazione sulle bucce, che può prolungarsi fino a 20 giorni, consente l’estrazione di colore, struttura e profumi complessi. La maturazione avviene per circa 12 mesi in botti di rovere, che contribuiscono ad arrotondare i tannini e a integrare le note speziate con il profilo fruttato e balsamico del vino. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.
Caratteristiche Organolettiche
Colore: Alla vista si presenta con un rosso rubino profondo e opaco, con riflessi violacei, che anticipano un sorso ricco, materico e non addomesticato. La sua densità cromatica testimonia la naturalezza del processo produttivo e il contatto con le bucce.
Profumo: Il bouquet è ampio e selvatico, con note intense di frutta rossa matura – ciliegia sotto spirito, amarena, prugna – accompagnate da sentori di radici, terra bagnata, humus e una sottile nota ferrosa. Emergono poi sfumature più eteree di erbe, spezie orientali (chiodi di garofano, pepe nero) ed un accenno balsamico e affumicato dato dall'affinamento in anfora. Un naso profondo, che evolve nel tempo ed invita alla lentezza.
Gusto: In bocca è un vino potente ma non pesante, vibrante, con una tessitura tannica ben presente ma levigata, una freschezza sorprendente e una salinità marcata che dà ritmo e definizione al sorso. Il frutto maturo si intreccia a note più scure, terrose, quasi minerali. Il finale è lungo, persistente, evocativo, con ritorni di macchia mediterranea e grafite.
Abbinamenti Gastronomici: Il Dithyrambus è un rosso da tavola importante, ma non rigido: accompagna con naturalezza piatti rustici, intensi e profondi, ma può sorprendere anche con accostamenti meno convenzionali. È perfetto con piatti della tradizione contadina, come agnello al forno con patate ed erbe aromatiche, capretto in umido, o spezzatini di carne con funghi e spezie. La sua anima selvatica si sposa bene anche con carni alla brace, cinghiale in salmì o un pollo ruspante in tegame con pomodori secchi e olive. Ottimo anche con la cucina vegetariana strutturata: una parmigiana di melanzane, una lasagna con verdure grigliate e besciamella al tartufo, oppure una zuppa di legumi con rosmarino e pane tostato trovano nel Dithyrambus un alleato che ne amplifica i sapori. E per i più curiosi, può regalare grande soddisfazione anche accanto a formaggi stagionati e complessi, come un pecorino di fossa, un caciocavallo podolico, o una toma erborinata.
Destinazione D'Uso: Il Dithyrambus è un vino per chi cerca un'esperienza fuori dai canoni, per chi ama i vini naturali, senza filtri, con una forte identità. Ideale per cene lente e conviviali, per degustazioni tematiche dedicate ai vini in anfora o per momenti di esplorazione personale, magari in abbinamento a un piatto cucinato con cura. È una bottiglia che sorprende e che non si dimentica facilmente, un viaggio nel cuore più vero del Lazio enoico.