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Il Sassicaia 2013 di Tenuta San Guido è considerato una delle annate più classiche e riuscite del nuovo millennio per questo vino leggendario. Frutto di un annata equilibrata, con una maturazione delle uve lenta e progressiva grazie a un clima regolare e non eccessivamente caldo, il 2013 ha regalato alla Tenuta San Guido la possibilità di esprimere il lato più puro, fine ed elegante del terroir bolgherese. Un vino dal profilo aristocratico, con una tensione gustativa e una precisione aromatica che ne fanno un grande rosso da invecchiamento, ma già meravigliosamente leggibile per chi ama la misura e la compostezza.
Annata: 2013
Gradazione Alcolica: 13,5%
Maturazione e Produzione: Il Sassicaia 2013 nasce nei vigneti della Tenuta San Guido, a Bolgheri, lungo la costa toscana, in una zona dal microclima particolarmente favorevole grazie alla costante ventilazione marina e ai suoli ricchi di scheletro, sabbia e argilla. Le uve, accuratamente selezionate e raccolte manualmente, sono principalmente Cabernet Sauvignon (circa 85%) e Cabernet Franc (circa 15%), varietà che trovano in questo terroir un’espressione straordinaria. Dopo la diraspatura e la pigiatura soffice, la fermentazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata. La macerazione sulle bucce si prolunga per circa 10-12 giorni, con rimontaggi frequenti per favorire l’estrazione di colore, struttura e aromi. La maturazione si svolge per circa 24 mesi in barrique di rovere francese, in parte nuove e in parte di secondo passaggio, dove il vino affina equilibrio, complessità e profondità aromatica. Dopo l’imbottigliamento, il vino riposa in vetro per diversi mesi prima della commercializzazione. L’annata 2013, caratterizzata da un andamento climatico equilibrato, ha favorito una maturazione lenta e completa, donando al vino eleganza, freschezza e ottimo potenziale evolutivo.
Caratteristiche Organolettiche
Colore: Rosso rubino luminoso e profondo, con riflessi ancora vivi e brillanti. Alla vista mostra già una certa compostezza, ma conserva una giovinezza evidente nella trasparenza del colore.
Profumo: Il bouquet è raffinato, stratificato e complesso. Si apre su note di frutti rossi freschi – lampone, ciliegia, ribes – seguite da sentori di grafite, erbe officinali, violetta, e spezie scure. Col tempo nel calice emergono accenni di cuoio fine, corteccia, tabacco biondo e una lieve nota marina, quasi salmastra, tipica del territorio di Bolgheri.
Gusto: Il sorso è teso, vibrante, elegante. I tannini sono cesellati e finissimi, il frutto è croccante, mai sovramaturo, sostenuto da una freschezza incisiva e da una sapidità che allunga il finale in modo naturale. Il Sassicaia 2013 colpisce per la misura e l'equilibrio, con una beva appagante ma sempre composta, che lascia trasparire la stoffa di un grande vino senza mai ostentare potenza.
Abbinamenti Gastronomici: Il Sassicaia 2013, con la sua finezza aristocratica e il suo equilibrio strutturale, si presta a piatti eleganti, anche ricchi, ma mai eccessivamente grassi o speziati, per valorizzare il suo profilo limpido. È perfetto con carni rosse cucinate in maniera semplice e precisa, come una fiorentina alla brace, una tagliata di manzo con rosmarino e pepe nero, o un arrosto di vitello alle erbe. Funziona in modo splendido anche con selvaggina nobile, come un sella di cervo con salsa al mirtillo nero, o un fagiano ripieno con castagne e mele cotte, che ne esaltano il lato più complesso e profondo. Tra i primi piatti, trova abbinamenti armoniosi con una lasagna al ragù classico, una pasta fresca con funghi porcini, oppure un risotto al tartufo nero, dove l'equilibrio tra grassezza e profumo accompagna il vino senza sovrastarlo. Infine, la chiusura ideale può essere affidata a formaggi stagionati ma eleganti, come un pecorino toscano DOP, un Asiago Stravecchio, oppure un Comtè 24 mesi, che ne valorizzano la mineralità e l'armonia.
Destinazione D'Uso: Il Sassicaia 2013 è un vino da grandi occasioni, ideale per chi ama l'eleganza silenziosa, la precisione e l'evoluzione lenta nel tempo. È già perfettamente godibile oggi, soprattutto se lasciato respirare almeno un ora prima del servizio, ma può tranquillamente evolvere ancora per 10–15 anni, acquistando complessità e profondità. Va servito intorno ai 18°C, in calici ampi che ne rispettino la delicatezza aromatica.